Studio di Fisioterapia Kinesis

Mal di schiena? Ecco cosa fare...


Abbiamo spesso parlato di come il mal di schiena sia un esperienza molto comune nella popolazione, la risposta a questi avventi dolorosi sono molto eterogenei e cerchiamo attraverso la revisione di questo articolo quali sono le scelte migliori nella gestione del mal di schiena acuto.

Al di là della scelta farmacologica, che ad oggi non rappresenta la scelta migliore nel management del mal di schiena, assume particolare importanza la fase valutativa o di screening per discernere i vari sottogruppi casistici che corrispondono ad interventi terapeutici e diagnostici diversi.

Innanzi tutto la valutazione (triage) deve dapprima distinguere 3 sottogruppi principali:

1) Mal di schiena con deficit significativi neurologici (5-10%)

- Sindrome della cauda equina

- Stenosi midollare

- Sciatica causata prolasso sintomatico del disco

- Spondilolistesi sintomatica

2) Mal di schiena di tipo aspecifico (90%)

- Nessuna diagnosi patomeccanica chiara

- Assenza di “red flags” (sottogruppi 1-3)

3) Mal di schiena di origine seria o da patologia sistemica (1-2%)

- Tumore

- Disrdini infiammatori sistemici

- Infezione

- Fratture

La discriminazione di un sottogruppo seguirà un iter diagnostico/terapeutico molto diverso dall’altro. Nel sottogruppo 1 si cercherà di consigliare una validazione dei sintomi attraverso un riferimento diagnostico in presenza di progressivi deficit neurologici. Nel sottogruppo 2 la valutazione sarà focalizzata verso i rischi e i fattori biopsicosociali (gestione Fisioterapica). Nel sottogruppo 3 sarà consigliato un rimando alla gestione medico-specialistica come la più appropriata.

Come avrete anche voi evidenziato dalla statistica di prevalenza, il sottogruppo più importante e più presente è il sottogruppo 2 (mal di schiena aspecifico) presente in circa il 90% dei casi di mal di schiena acuto. La gestione è quasi esclusivamente fisioterapica e deve indagare le possibili strutture coinvolte, la gestione e l’educazione al movimento e non per ultimo il management delle cosiddette “yellow flags”, ovvero gli aspetti psicosociali e fattoriali che possono concausare ed alterare la percezione dolorosa del mal di schiena. Ormai è appurato che il mal di schiena sia un esperienza molto comune, che può essere superata senza strascichi poiché i tessuti e la struttura della colonna vertebrale sono forti e sono plasticamente adattabili ai processi di carico e sovraccarico: quindi niente di preoccupante, si torna a stare bene!

Quindi se ci si trova a subire un mal di schiena, non preoccupiamoci, 9 volte su 10 siamo di fronte ad un problema aspecifico, di facile soluzione e se affrontato con Fisioterapisti preparati possono essere rapidamente superati e scordati. Ovviamente la valutazione primaria, come detto, è di fondamentale importanza poiché dapprima ci aiuta a escludere patologie più serie (qualora ci fossero, il rimando a figure specialistiche di riferimento) e in secondo momento ricercare i fattori coinvolgenti e di rischio che ci permetteranno di affrontare con velocità ed efficacia il mal di schiena acuto con oltretutto meno rischi possibile di recidiva futura.

In conclusione, il fisioterapista manuale deve sapere indirizzare clinicamente il paziente in base a quale sottogruppo appartiene. Ovviamente, per quanto riguarda il management del dolore acuto nel mal di schiena, nella quasi totalità dei mal di schiena acuti (90%), dovrebbero essere gestiti interamente dal Fisioterapista stesso che riesce a stabilire un programma di educazione e recupero rapido senza il tipico rimando a visite ed esami specialistici che spesso portano danni iatrogeni derivati da paure e preconcetti del paziente che possono alimentare e cronicizzare la disabilità.

Ft. Fratò Andrea

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